Baroncini libro

 

RECENSIONE - in questi giorni è uscito un libro molto interessante dal titolo: «Credere. Dopo la filosofia del XX secolo» del filosofo Dario Antiseri, che sostiene una tesi molto provocatoria: i filosofi moderni han fallito: Dio è ancora vivo.

Riconosco che non si tratta di un romanzo, ma quasi un dizionario filosofico. Non si legge velocemente. Antiseri però riesce a superare le difficoltà di comprensione spiegando in modo abbastanza semplice termini e concetti, calandoli nel nostro quotidiano e rendendoli accessibili a tutti.


Il grande pensatore Dario Antiseri fa notare che sono stati demoliti tutti «i vitelli d’oro» eretti dalle filosofie ateiste, dal positivismo al marxismo, dall’idealismo allo scientismo che demonizzavano la religione come «ipotesi inutile», «termine insensato» se non «oppio dei popoli».
Razionalmente, sostiene, non possiamo dimostrare Dio, sottomettendolo al pensiero, alla ragione. Affiora così la nuova ansia di Dio, la risorgente domanda religiosa e «l’inestinguibile desiderio d’infinito», come lo chiama Ratzinger, che attraversa l’Occidente.
Appare il tramonto stesso dell’homo philosophicus a vantaggio dell’homo religiosus, preso da interrogativi e da una sete di risposte cui il pensiero non sa e non può dare riscontri.
«Cerco Dio! Cerco Dio! Dove se n’è andato Dio? Dio è morto!», sosteneva Nietzsche nella «Gaia Scienza», sotto la maschera dell’uomo folle. «La verità è che, nell’occidente in apparenza scristianizzato - risponde Antiseri - Dio è risorto, o meglio non è mai morto. E oggi si aggira sotto mentite spoglie, come una presenza-assenza irrinunciabile».
«Se è scomparsa la grande filosofia rimane e risorge senza sosta, irreprimibile, la grande domanda: perché l’essere piuttosto che il nulla?». Ecco la grande risposta: «Pensare al senso della vita significa pregare. Il senso della vita possiamo chiamarlo Dio».
Subentra la fede e questo è sempre un salto, ma il paradosso è che la medesima capriola la si deve compiere per giustificare il proprio ateismo.
«L’ateismo non è una teoria scientifica: quale prova è disponibile per poter sostenere che il tutto della realtà è rigorosamente e con convinzione riducibile a quella realtà di cui parla e può parlare la scienza?»
Antiseri scrive ancora: «E se è vero che la fede conduce al mistero di un Dio creatore, l’ateo non si trova anche lui davanti al fatto misterioso di un grumo di materia originario da cui si sviluppa la storia dell’universo?».
Insomma negare Dio in una qualche maniera vuole dire affermarlo o comunque prenderlo in considerazione. E soprattutto affidare a «un grumo di materia» l’evoluzione del tutto.
«La realtà - conclude Antiseri - è che la teoria evolutiva della vita non solo non cancella il problema religioso ma lo fa emergere».

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