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SAN MINIATO - Il prossimo 13 gennaio avrà luogo il terzo incontro di approfondimento del ciclo "Costruire la pace è possibile", nel quale mons. Hanna Alwan, parlerà dei "Rapporti tra Cristiani e Musulmani nel modello multeconfessionale libanese.

L'incontro, introdotto dal Vescovo Andrea Migliavacca, si terrà ne auditorium del seminario vescovile a partire dalle 21,15.

Mons. Alwan è Vicario Patriarcale per gli affari giuridici della Chiesa Maronita.

 

La liturgia di questa IV domenica di Avvento e le letture proclamate ci accompagnano in questo ultimo tratto di cammino verso il Natale, tra una settimana. La Parola di Dio sembra spronarci ad aprire il cuore, a fidarci, ad accorgerci che il Signore viene, si fa vicino, che è possibile l’incontro con Lui. La parola del Profeta Isaia che sprona il re Acaz a chiedere un segno quasi vuole accrescere in noi il desiderio di questo incontro, del riconoscere il Messia, il Salvatore. Il profeta suggerisce la preghiera e il desiderio: voglio vedere il Signore che viene; voglio incontrarlo. San Paolo nella lettera ai Romani, annunciando la Grazia, ricorda che si tratta di accogliere e portare una buona novella, una buona notizia. Egli ci sprona ad essere, come lui, portatori di buone notizie, annunciatori così del Natale.

Il Vangelo e il sogno di Giuseppe, raccontandoci la fatica di quest’uomo a comprendere il progetto di Dio, non smette di ascoltare, di cercarlo, di fidarsi, di mettersi in cammino per accogliere: “Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo”.

Si tratta allora di aprire gli occhi e comprendere veramente, desiderare ardentemente che il Signore venga e che sia possibile incontrarlo e accogliere la sua opera di bene, di vita, di salvezza.

Si tratta di desiderare, di accorgersi.

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STELLA MARIS - Dopo anni di attesa è arrivato il giorno della presentazione dell’ambizioso progetto di sviluppo per Stella Maris. «Il nuovo Ospedale - dice Giuliano Maffei, Presidente di Stella Maris – è il naturale sviluppo del pensiero e dello sguardo di Don Aladino Cheti e del Prof. Pietro Pfanner che, insieme agli altri co-fondatori di Stella Maris, hanno dedicato la loro vita all’assistenza e alla cura dei bambini, ma anche alla cura dell’Uomo in quanto non si può fare Scienza senza la Filosofia, la Cultura e la Spiritualità. L’idea ed il desiderio di costruire una nuova struttura ospedaliera che ci permetta di meglio studiare e curare le particolari malattie, si poggiano, infatti, sulla Ragione e sul Cuore, ossia su Scienza e Amore che sono stati gli ingredienti semplici, ma potenti, che i nostri fondatori hanno sempre utilizzato nel loro difficile lavoro quotidiano».
«Il trasferimento a Cisanello con la creazione del nuovo ospedale – afferma il Prof. Giovanni Cioni, ordinario di Neuropsichiatria infantile della Università e direttore scientifico della Fondazione – è indispensabile affinché la Stella Maris possa rispondere alle sfide sempre più complesse poste dalla cura dei bambini e degli adolescenti con gravissimi disturbi del neurosviluppo (situazioni di emergenza psichiatrica, gravi disturbi del movimento, epilessie farmacoresistenti, disturbi dello spettro autistico, e tanti altri). Per questo è fondamentale l’integrazione con il pronto soccorso pediatrico, le strutture di cura intensive e tutti i servizi del policlinico di Cisanello.
Il nuovo ospedale
Il nuovo Ospedale della Fondazione Stella Maris sorgerà a Cisanello, in un’area compresa tra via Cisanello e via Bargagna. La nuova struttura risponderà alle esigenze di maggiore comfort, migliorata sicurezza e tecnologia a favore dei bambini e degli adolescenti ricoverati. Verrà realizzato su un’area di terreno di 27.840 mq e si svilupperà inizialmente su una superficie complessiva di circa 9.500 mq. L’edificio si inserirà dunque all’interno di un vero e proprio parco urbano, "Il parco della Stella Maris", e dialogherà in modo armonico con il futuro parco pubblico adiacente. Il parco della Stella Maris potrà essere utilizzato non solo dai bambini in cura presso l’ospedale, ma anche, attraverso l’utilizzo di un pass, essendo lo stesso chiuso al libero transito per ovvie ragioni di sicurezza, dalle famiglie pisane con figli svantaggiati o disabili affinché possano fruirne per il tempo libero. Il costo complessivo dell’opera sarà di circa 21 milioni, (4 milioni euro per l’acquisto dell’area di terreno di Cisanello da Provincia, Comune e privati). Il resto della grande area a verde di Via Bargagna, per una superficie complessiva di circa 10 ettari, sarà invece parco urbano aperto a tutta la cittadinanza.

L’idea e la forma
I fruitori del nuovo ospedale sono i bambini. E’ questo il punto di avvio del progetto degli studi Heliopolis 21 e Technè: un edificio che come un girotondo si sviluppa leggero, un veliero bianco dalle linee morbide sul quale il bambino attraversa sicuro la malattia, le cui vele sono richiamate idealmente dagli elementi in materiale leggero, quasi un tessuto, che "avvolgono" le superfici vetrate. La forma dell’edificio ricorda anche la tenda come luogo dello spirito, richiamo alle chiese di Giovanni Michelucci, mentre dal punto di vista planimetrico è ispirata all’abbraccio della madre Maria al Gesù deposto della Pietà di Michelangelo. Grande è stato l’impegno per rendere il nuovo ospedale compatto, così da facilitare la distribuzione delle funzioni e l’ottimizzazione degli spazi di lavoro. La forma scelta dai progettisti permette inoltre di ridurre l’impatto del sistema ospedaliero, un’architettura dinamica per la forma e le finiture esterne, come il vetro che cinge linearmente i corpi allungati e le "palpebre" di ETFE bianco. Una struttura che si inserisce con armonia nel verde che lo circonda.
Sviluppo del progetto. Il nuovo complesso ospedaliero sarà costituito da un edificio principale su da quattro livelli di vita. Una Hall accogliente e calda sarà il punto centrale, il biglietto da visita emotivo e percettivo per accompagnare pazienti e visitatori nel percorso in ospedale.
Al piano terra saranno allocati la radiodiagnostica (Risonanza magnetica), l’EEG, i grandi laboratori di medicina molecolare, la riabilitazione con la piscina riabilitativa, oltre alla mensa e gli spazi di servizio. Al primo piano troveranno spazio l’accettazione, laboratori medici, gli spazi per la didattica, l’amministrazione, l’Agorà e un Cappella, oltre a una grande terrazza esterna.
Il secondo piano ospiterà le direzioni, il settore psicoeducativo, quello psicologico, il settore medi-co, il settore di valutazione funzionale motoria e logopedia, oltre ad ampi spazi gioco distinti per fasce di età.
Al terzo piano si troveranno gli spazi di degenza ordinaria e di soggiorno, il Clinical Trial Center, altri spazi per ambulatori e riabilitazione.


I tempi
Con la selezione del progetto, scatta la consegna del progetto definitivo. La posa della prima pietra di quello che sarà il nuovo ospedale di Stella Maris è prevista entro l’estate. Per la realizzazione completa del nuovo complesso ospedaliero si stimano circa tre anni.

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DALLA DIOCESI - Uno straordinario traguardo per la Fondazione Stella Maris, l’istituto nato a San Miniato negli anni ’50, dal cuore e dall’intelligenza di don Aladino Cheti, che oggi è annoverato tra i più all’avanguardia nella cura di bambini e adolescenti affetti da patologie neuropsichiatriche. Alle sedi di Calambrone, San Miniato e Fauglia si va ad aggiungere il nuovo Ospedale Stella Maris di Cisanello, a due passi dal Nosocomio pisano. La struttura è stata costruita in modo da inserirsi armonicamente nel contesto del parco che la cinge. La cotruzione utilizzzare modrene concenzioni) costruttive, come l’utilizzo dell’EFTE, quasi un tessuto, riciclabile, ignifugo, estremamente resistente, trasparente, con un peso 99 volte inferiore a quello del vetro, che rivestirà il complesso architettonico svolgendo la duplice funzione di rifrazione della luce (naturale e artificiale) e di ombreggiamento. Una struttura leggermente rialzata, che proprio grazie a questo tessuto particolare ricorda un veliero bianco, il viaggio del bambino nella cura, e la tenda così cara a Michelucci, simbolo di accoglienza e solidarietà, che si apre al bambino, all’adolescente e alla sua famiglia.
A presentare la costruzione mons. Andrea Migliavacca, Vescovo di San Miniato, Marco Filippeschi, Sindaco di Pisa, insieme ai vertici di Stella Maris: Giuliano Maffei, Presidente, Roberto Cutajar, Direttore Generale, Giovanni Cioni, Direttore scientifico. Con loro i progettisti: gli architetti Nico Panizzi, Gian Luigi Melis, Ilaria Fruzzetti di Heliopolis 21 e l’ingegnere Massimo Bottega dello Studio Technè.

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La prossima ordinazione diaconale dei giovani Massimo Meini e Luca Carloni, che si apprestano a compiere questo importante passo nel cammino verso il Sacerdozio, in programma per il prossimo 18 dicembre a San Miniato, ci offre l’opportunità di riflettere sul diaconato. Ministero ordinato la cui importanza è stata sottolineata e, in qualche modo, recuperata dal Concilio Vaticano II, nato per offrire un aiuto sacramentale unico al Vescovo e ai Sacerdoti all’interno della Chiesa locale e un’assistenza concreta ai poveri nel servizio della carità. Infatti, il diacono si ordina per il ministero della parola, della liturgia e della carità.
Le radici di questo ministero affondano nel Nuovo Testamento, nell’elezione dei primi diaconi, "sette uomini di buona fama, peni di Spirito Santo e sapienza" che assunsero il compito dell’assistenza ai poveri, sciogliendo gli apostoli delle preoccupazioni temporali affinché potessero dedicarsi alla preghiera e alla predicazione (At 6,3). al servizio dei poveri. Tra questi primi diaconi c’era il protomartire Stefano,
La parola diacono viene dal greco ‘diaconia’ che indica il servizio. Accedendo al primo grado dell’Ordine, Massimo e Luca si conformeranno a Cristo Servitore. Un carattere sacramentale che resterà impresso in loro per sempre, anche quando, se Dio vorrà, saranno ordinati Sacerdoti.

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DALLA DIOCESI - Insieme per condividere: in queste parole il senso del primo dei sette incontri che si terranno in diverse località della diocesi sulla difficile situazione in Medioriente. L’evento si è svolto martedì 15 novembre a Castelfranco di Sotto presso l’oratorio di San Severo e ha visto la testimonianza di Padre Damiano Puccini, parroco di Damour (Libano) e presidente dell’associazione «Oui pour la Vie». Proprio la missione di quest’ultima, vista la presenza in Libano di centinaia di migliaia di profughi provenienti dalle zone colpite dalla guerra in Siria, in Iraq e nel Libano stesso, è chiara: «Al male che si riceve dobbiamo rispondere con il bene». Si tratta, infatti, di un’associazione fatta da ragazzi cristiani ed islamici che condividono questi ideali: «cercare di stare più vicino ai poveri»; vivere la povertà con loro; «rinunciare fino ad un terzo delle proprie cose». Si riscopre anche il valore del tempo tramite il semplice dono di un sorriso «che vuol dire non fare discorsi aggressivi ma condividere le proprie cose» come ad esempio un giocattolo tra bambini. «Nasce così l’attenzione del Cristianesimo verso i più piccoli, le donne, gli anziani, gli ammalati di tutti i gruppi». Ma non solo questo: «si chiede a questi profughi di venire con noi a visitare gli altri».

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DALLA DIOCESI - All’indomani della pubblicazione della prima lettera pastorale di mons. Migliavacca, “Con vento favorevole”, presto disponibile in tutte le parrocchie, La Domenica offre in anteprima un’ampia sintesi del testo. Il Vescovo inizia la sua lettera soffermandosi su quattro "scatti" o "fotogrammi" che rappresentano le realtà e i volti incontrati in questo suo primo anno alla guida della nostra Chiesa di San Miniato.

L’ANALISI: Il primo «fotogramma» riguarda i malati e gli anziani, incontrati dal Vescovo in più occasioni: «Con grande sorpresa e gratitudine – riferisce mons. Migliavacca – ho scoperto la forza e il grande dono di chi, malato o anziano, mi ha fatto il regalo della propria preghiera e della propria sofferenza. È un dono che lascia commossi. La preghiera dei malati, la pazienza e la sapienza degli anziani, cercare e gustare la loro compagnia sono esperienze che consolano il cuore e aprono al dono e alla forza dello Spirito». Il secondo «scatto» è dedicato ai poveri: «Ne ho incontrati tanti: alcuni si sono presentati nel mio studio, altri li ho visti nei centri di accoglienza; e altri ancora si sono fatti avanti, con discrezione, in diverse circostanze, con la povertà di chi ha perso il lavoro e magari non ce la fa a sostenere la famiglia fino alla fine del mese. Sono tutte situazioni che ci interpellano. [...] La gioia del vangelo ci chiede di essere comunità attente ai poveri nei volti diversi e concreti con cui si presentano a noi». Il terzo «fotogramma» riguarda la famiglia: «È il Papa che ci chiede di riflettere su questa ricchezza della società e della Chiesa, alla luce del vangelo e del suo stesso magistero consegnato a noi nella esortazione apostolica Amoris Laetitia. [...] Ci invita a riconoscere e a farci carico delle concrete situazioni familiari, anche di quelle che vivono fallimenti, sono ferite e tentano magari di riprendere a camminare. Ci sprona ad accogliere ogni situazione, cercando anzitutto di integrare e di accompagnare». L’ultimo «scatto» è dedicato ai giovani, che il Vescovo ha incontrato in San Domenico il giorno stesso del suo ingresso in diocesi e poi in diverse occasioni, dagli incontri di preghiera in Santa Cristiana all’aperitivo in piazza del Duomo, dai campi estivi di Gavinana alle altre iniziative giovanili legate a parrocchie, associazioni e movimenti. «Sono convinto che non dobbiamo parlare dei giovani – afferma mons. Migliavacca – o semplicemente chiamarli agli incontri che prepariamo per loro, ma dobbiamo imparare a camminare con loro, a stare con loro, a scoprirne la ricchezza, cogliendo la parola di vangelo che hanno da dirci. Il cammino di quest’anno – annuncia il Vescovo Andrea – ci porterà in agosto al pellegrinaggio dei giovani in Terra Santa».

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DALLA DIOCESI - Come vivono i preti e chi li paga? A questa domanda, che molti si pongono, si danno molte risposte. C’è ancora chi pensa che sia lo Stato o il Vaticano; in pochi, nonostante siano passati ben 27 anni, conoscono le cose come stanno. Proviamo a capirci. I sacerdoti diocesani in Italia sono 35.000, di cui 3 mila anziani e malati; 400 missionari operano all’estero. Il loro sostentamento è affidato direttamente ai fedeli nel rispetto del principio che tutti i sacerdoti hanno diritto ad un dignitoso sostentamento e la loro remunerazione deve essere uguale a parità di condizioni.
I pilastri economici del sostentamento dei sacerdoti sono i seguenti: 1. Sette centesimi per abitante trattenuti dalla cassa parrocchiale; 2. Eventuali redditi di lavoro (come insegnante, cappellano ecc.) o di pensione; 3. Le rendite degli Istituti diocesani per il Sostentamento Clero; 4. Le offerte liberali dei fedeli; 5. Una quota dell’8x1000.
La remunerazione di un sacerdote si basa sull’anzianità di servizio, sui servizi svolti e sulle condizioni di servizio. Non ci sono preti di serie A e di serie B. C’è un sistema trasparente di punti, (1 punto = € 12.36) per cui al sacerdote appena ordinato sono attribuiti 80 punti, pari a € 860,66 netti e al vescovo vicino alla pensione un massimo di 138 punti, pari a € 1338 netti.

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«È celebrazione di rendimento di grazie, di lode, di stupore quella che stiamo vivendo. 
È questo l’Eucaristia: celebrazione del dono, del sacrificio di Cristo per la nostra salvezza: ed è rendimento di grazie.
È motivo di gioia e di gratitudine celebrare oggi qui la memoria degli eventi comunitari, dei pellegrinaggi, degli incontri che abbiamo vissuto in questo anno santo, in diocesi e anche per i cammini personali di grazia e di conversione». 
Così il Vescovo Andrea si è rivolto alla Diocesi nella chiusura dell’Anno della Misericordia. Ha ospitato la celebrazione il santuario della Madonna delle Grazie di San Romano, chiesa giubilare presso la quale si era spalancata la Porta Santa della Famiglia, attraversata da centinaia di fedeli.
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DALLA DIOCESI - Vergini consacrate per il Regno di Dio, segno di contraddizione in una società materialista ed edonista. Sono le definizioni di una delle più antiche forme di consacrazione femminile nella Chiesa, riscoperta dal Concilio Vaticano II:  l’Ordo Virginum. È una realtà che sta affermandosi e diffondendosi sempre più, sotto il diretto controllo e l’obbedienza ai vescovi. Si tratta di un ordine inserito a pieno titolo nelle diverse diocesi, costituito da donne dedite alla vita consacrata, che però rimangono nel loro ambiente di vita quotidiano. 
La prima ed unica, per ora, in diocesi ad aderire a questo antico ordine sarà Manuela Corsini, giovane donna di San Romano, che il prossimo 8 dicembre consacrerà definitivamente la sua vita a Cristo. >

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