Il pellegrinaggio diocesano arriva a conclusione di un anno pastorale che è stato molto inteso, irripetibile, che verrà ricordato nella storia della chiesa di San Miniato come l’anno della Beatificazione del nostro Pio Alberto del Corona e dell’arrivo del vescovo Andrea, il più giovane d’ Italia.
A Roma, dunque, si arriva e si riparte, dopo aver attraversato la Porta Santa e aver visitato luoghi di misericordia concreta, verso una nuova stagione di cammino diocesano, che a settembre porterà nuove sfide e nuovi cambiamenti, con la volontà di camminare ancora tutti insieme.

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SAN MINIATO - La rappresentazione del "Martirio del Pastore" di Samuel Rovinski sul palcoscenico del Dramma Popolare di San Miniato, un’opera che com’è noto, tratteggia la figura del vescovo Oscar Romero, stimolerà, ne siamo certi, una nuova riflessione su quella che è stata la vicenda storica del Beato nel contesto politico e sociale degli anni Settanta in America Latina e, più in generale, nel mondo.
I fermenti del Vaticano II e la coincidenza con i primi passi di una rivoluzione dei costumi che, con la sua critica alle tradizioni, avrebbe sconvolto gli equilibri sociali e culturali della civiltà occidentale, segnavano una stagione, quella degli anni Settanta, di grande dibattito anche all’interno del mondo ecclesiale.

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DALLA DIOCESI - In occasione dell'Anno Santo della Misericordia la Diocesi di San Miniato organizza un pellegrinaggio a Roma con la partecipazione all'Udienza Generale di Papa Francesco, la visita alle basiliche papali di Santa Maria Maggiore e S.Paolo Fuori le Mura e, prima  volta per un pellegrinaggio diocesano, visita di luoghi, associazioni e comunità che lavorano a fianco di rifugiati, carcerati e senzatetto e che praticano quotidianamente la misericordia. Sarà un pellegrinaggio per conoscere i volti di misericordia del nostro tempo e visitare i luoghi di sofferenza e di incontro con gli "ultimi" della diocesi di Roma. Questo il senso del viaggio a Roma in calendario per  martedì e mercoledì prossimi, che vedrà coinvolti circa 300 pellegrini, guidati da mons. Vescovo.

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DALLA DIOCESI - A trent''anni dalla scomparsa, la diocesi ricorda il vescovo monsignor Paolo Ghizzoni spentosi l'11 giugno 1986, dopo essere arrivato nella chiesa cattedrale nel 1970.

Il compianto don Marrucci lo dipinse con queste parole: «La luce che brill sopra tutte sul candelabro di Paolo Ghizzoni Vescovo di San Miniato, fu senza dubbio la mitezza.
Lampeggiano ancora nella mente di tutti coloro che lo hanno conosciuto, o anche semplicemente incontrato, episodi, gesti, parole in cui questa virtù si esprimeva come un carattere connaturato.
Si può dire che tutto quanto il suo ministero nella nostra diocesi fu una interpretazione e anche una rappresentazione della beatitudine che in San Matteo recita proprio così: Beatii miti, perché erediteranno la terra... Paolo Vescovo fu un mite pastore.
Ed ora ci è dato di capire che questa sua qualità non connotava una debolezza... ma una forza. Questa forza che gli veniva proprio dalla
Lungimiranza che è la calibrata sintesi della intelligenza e della bontà. Lui le possedeva entrambe».

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LECCETO - "La Chiesa è costituzionalmente sinodale”, alla luce di queste parole di papa Francesco, il clero della diocesi di San Miniato si è riunito per la tradizionale “due giorni” di riflessione, confronto e preghiera. Il vescovo Andrea ha convocato i sacerdoti e i diaconi sanminiatesi all’eremo di Lecceto (Malmantile) gli scorsi 30 e 31 maggio. Al centro della meditazione e della discussione il tema delle unità pastorali e del “camminare insieme”, la sinodalità appunto.

Ad introdurre la riflessione è stato invitato don Dario Vitali, docente di Ecclesiologia e direttore del Dipartimento di Teologia dell’Università Gregoriana. Nella sua relazione, don Vitali ha sottolineato la “mutua interiorità” fra Chiesa universale e Chiesa particolare o locale (la Diocesi). Non c’è una precedenza della prima rispetto alla seconda: si tratta di due facce della stessa moneta.
Come definito dalla Costituzione dogmatica Sacrosanctum Concilium al n. 42, la manifestazione precipua della Chiesa si ha quando il popolo si riunisce nella Cattedrale intorno all’unico Altare, con il Vescovo, che è principio di unità della Chiesa particolare, e il suo Presbiterio. In questa dimensione territoriale devono radicarsi anche quelle realtà che, per loro natura, hanno un respiro universale, come gli Ordini religiosi e i Movimenti ecclesiali, ognuno con il proprio dono e carisma da condividere.

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DALLA DIOCESI - Marco Griffini, insieme alla moglie Irene Bertuzzi, è il fondatore dell’Ai.Bi (Amici dei bambini) un’associazione costituita da famiglie adottive e affidatarie che dal 1983 si occupa dell’infanzia abbandonata. Una sua conferenza, ci ha aperto gli occhi su una materia, quella delle adozioni nazionali e internazionali, che per anni è stata circondata dall’indifferenza più assoluta.
In Italia, su oltre 5 milioni di coppie coniugate senza figli soltanto 3800 si avvicinano alle adozioni internazionali e solo 10.000 nazionali. Questo è dovuto al disinteresse delle istituzioni per il tema dei minori abbandonati, denuncia Griffini: “in Italia, per esempio, sappiamo quante sono le essenze erboree, sappiamo quanti sono i cani abbandonati, ma non sappiamo quanti sono oggi in Italia i minori che vivono fuori famiglia”. Nonostante ci sia già una legge, la 149/2000 che prevedeva l’istituzione di una banca dati dei bambini abbandonati e siano stati già stanziati 800.000 euro dal Ministero della Giustizia per mettere in rete i dati dei Tribunali dei minori, questo lavoro non è stato fatto e non sappiamo quanti siano i bambini adottabili.
Una delle cause del basso numero di adozioni internazionali è poi quella economico: adottare un bambino abbandonato straniero oggi è carissimo. Con 60/70 milioni di euro annui si potrebbe dare la gratuità alle famiglie adottive. Ma questi soldi non sono mai stati stanziati.
La legge italiana sulle adozioni, la 476/1998, prevede una gestione totalmente democratica dell’adozione internazionale. E’ prevista una commissione specifica composta da 23 membri con un presidente che è sempre stato il Ministro della Famiglia, o con delega alla Famiglia, un vice-presidente, un direttore generale e due dirigenti. Sta di fatto che negli ultimi due anni la commissione non si è mai riunita. I ruoli di presidente e vice-presidente sono stati assommati nello stesso soggetto (che quindi è il controllore di se stesso) e gli altri ruoli sono rimasti vacanti. Di fatto, conclude Griffini, da due anni siamo governati da una sola persona. Ultimamente è stata nominata presidente della Commissione per le adozioni la ministra Boschi. E’ un’anomalia, dato che la delega alla Famiglia è stata data a un altro ministro, Enrico Costa. Qualcuno dice che la nomina della Boschi esprima la volontà di portare in commissione il tema delle adozioni LGBT. Ma vogliamo essere positivi e leggere in questa nomina del braccio destro del Presidente del Consiglio un segnale d’attenzione al tema delle adozioni.
Infine, un’attenzione particolare dovrebbe essere riservata ai soggetti più deboli dell’emergenza profughi: i bambini che arrivano sui barconi.
Ad oggi si contano 2000 richieste di adozioni per questi bambini. Finora ne sono state portate a compimento soltanto 27. Evidentemente si preferisce tenere i bambini nei centri di prima accoglienza, dove però metà di loro sparisce nel nulla.

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DALLA DIOCESI - I migranti non sono un pericolo, sono in pericolo”, lo ha detto Papa Francesco e noi giovani del Parlamento degli Studenti della Toscana abbiamo voluto toccare con mano cosa sta succedendo ai “confini dell’accoglienza” guardando i visi e gli occhi di quelle persone che lottano, al costo della vita, per un futuro libero e di pace. Niente di più. Siamo andati, aderendo al viaggio della Croce Viola di Sesto F.no e Anpas Toscana a Idomeni, al confine tra Grecia e Macedonia. Sono più di 6.000 gli sfollati in quei campi a cielo aperto con delle tende montate lì al momento. Giriamo il campo e troviamo tante persone, non parlano molto al primo impatto. Nel campo scorrazzano bambini, qua e là, come se giocassero a nascondino e tra le tende ci fanno strada per portarci dove vivono, presentarci i genitori e fare qualche gioco.

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Archbishop Oscaro Romero with young people in El Salvador in this undated file photo Photo courtesy of Arzobispado de San Salvador Oficina de la Causa de Canonizacion CNA 2 4 15

Nel 70mo dalla nascita il Dramma Popolare propone un evento di altissima risonanza relativo allo spettacolo del mese di luglio, entro un festival, quest’anno incentrato sul tema della Fede portata all’estreme conseguenze del sacrificio della vita in suo nome, ma anche per la sua azione più autentica del messaggio cristiano. Sarà il grande regista Maurizio Scaparro, insieme ad attori di forte spessore professionale e artistico, a dare attuazione ad un testo, per la prima volta tradotto in italiano e presentato in prima assoluta il 15 luglio prossimo sulla piazza del Duomo a San Miniato.

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SAN MINIATO - L’estate si avvicina e con essa sono ai nastri di partenza anche gli storici campi scuola dell’Azione Cattolica che da oltre 50 anni rappresentano la più longeva e partecipata proposta formativa per bambini, giovani e adulti.«Un anno particolarmente felice – afferma don Tommaso Botti, assistente diocesano Acr – perché a sole due settimane dall’apertura delle iscrizioni i campi sono già quasi esauriti».

Un vero successo di iscrizioni...
«Sì, ad oggi ci sono oltre 100 iscrizioni, i quattro campi si stanno riempiendo velocemente. Devo dire che per noi non è una novità».

In che senso?
Con un pizzico di orgoglio mi sento di dire che ce lo aspettavamo. Nel corso di tutto l’anno pastorale l’équipe Acr ha lavorato molto bene, contando sull’aiuto e la collaborazione del settore giovani e con un contributo importante da parte dei seminaristi. Quando c’è un lavoro importante nel corso dell’anno credo sia giusto aspettarsi di raccogliere i frutti, anche se tutto ci è donato dal Signore.

Durante l’anno ci sono state molte iniziative. C’è stata partecipazione delle parrocchie?
Sì, in effetti le parrocchie hanno risposto positivamente alla proposta Acr. Penso a Castelfranco, Santa Maria a Monte, La Scala, Galleno, Stabbia, per citarne alcune, hanno fatto la scelta di uscire e partecipare a iniziative diocesane.

Qual è il tema scelto per i campi 2016
«Quest’estate il protagonista delle attività sarà Giuseppe “Il re dei sogni”. Trovo interessante che i ragazzi e gli educatori si confrontino con questo personaggio biblico così particolare e suggestivo, ma soprattutto che abbiano modo di confrontarsi con l’Antico Testamento, in modo così importante per ogni cristiano.

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SAN MINIATO - L’estate si avvicina e con essa sono ai nastri di partenza anche gli storici campi scuola dell’Azione Cattolica che da oltre 50 anni rappresentano la più longeva e partecipata proposta formativa per bambini, giovani e adulti.«Un anno particolarmente felice – afferma don Tommaso Botti, assistente diocesano Acr – perché a sole due settimane dall’apertura delle iscrizioni i campi sono già quasi esauriti».

Un vero successo di iscrizioni...
«Sì, ad oggi ci sono oltre 100 iscrizioni, i quattro campi si stanno riempiendo velocemente. Devo dire che per noi non è una novità».

In che senso?
Con un pizzico di orgoglio mi sento di dire che ce lo aspettavamo. Nel corso di tutto l’anno pastorale l’équipe Acr ha lavorato molto bene, contando sull’aiuto e la collaborazione del settore giovani e con un contributo importante da parte dei seminaristi. Quando c’è un lavoro importante nel corso dell’anno credo sia giusto aspettarsi di raccogliere i frutti, anche se tutto ci è donato dal Signore.

Durante l’anno ci sono state molte iniziative. C’è stata partecipazione delle parrocchie?
Sì, in effetti le parrocchie hanno risposto positivamente alla proposta Acr. Penso a Castelfranco, Santa Maria a Monte, La Scala, Galleno, Stabbia, per citarne alcune, hanno fatto la scelta di uscire e partecipare a iniziative diocesane.

Qual è il tema scelto per i campi 2016
«Quest’estate il protagonista delle attività sarà Giuseppe “Il re dei sogni”. Trovo interessante che i ragazzi e gli educatori si confrontino con questo personaggio biblico così particolare e suggestivo, ma soprattutto che abbiano modo di confrontarsi con l’Antico Testamento, in modo così importante per ogni cristiano.

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