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SAN MINIATO - Domenica 9 novembre il vescovo saluta la sua diocesi con un’ultima celebrazione solenne in cattedrale. Una Santa Messa che ci darà l’occasione per abbrcciare mons. Fausto che tra un mese esatto farà il suo ingresso ufficiale in diocesi di Pistoia. Il vescovo sicuramente ci lascia un’importante eredità di cui la nostra chiesa locale dovrà fare tesoro, soprattutto in relazione alle tante sfide che sono state affrontate da mons. Tardelli nel corso degli anni e che rimangono ancora sul campo.

Basti pensare alle problematiche che più d’una volta il vescovo ha portato all’attenzione della chiesa di San Miniato e della comunità civile del territorio. Parliamo soprattutto della perdurante crisi che interessa il lavoro delle aziende: ancora in questi giorni i dati parlano di un sensibile aumento della disoccupazione, che anche nel comprensorio mostra i tratti più duri, come nella vicenda degli operai delle officine Ristori di Montecalvoli che stanno vivendo un momento molto difficile.
Ci sono poi le storie degli ultimi, di quelli che sono stati scartati dalla società: i disabili, gli anziani, gli ammalati, i nuovi poveri. A queste persone la nostra chiesa deve farsi vicina, per curarne le ferite, come il vescovo ci ha esortato a fare nella sua recente lettera pastorale.
In questi anni mons.Tardelli non si è tirato indietro neppure sulle spinose questioni riguardanti le politiche di sviluppo economico e l’ambiente, introducendo con forza una nuova attenzione ai problemi economico sociali e all’impegno dei cattolici nella vita pubblica.
Infine, anche se questo elenco potrebbe essere molto più lungo, non può sfuggire la centralità del tema della famiglia come cellula fondamentale della società. Le nostre famiglie hanno fin qui funzionato da ammortizzatore nei confronti dei giovani e delle giovani famiglie in difficoltà. La chiesa locale dovà farsi carico di difendere e sostenere la pastorale familiare per opporsi alle tendenze disgregatrici e banalizzanti così di moda in questi tempi.

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