Quaresima

"La suggestiva liturgia di questa celebrazione con la quale diamo inizio al cammino penitenziale della quaresima, con l’imposizione delle ceneri sul nostro capo, ci introduce nell’itinerario verso la Pasqua, verso la vita ricordandoci il profondo legame con la terra.

La cenere sparsa sulla nostra testa ci ricorda il legame profondo e inscritto nel nostro cuore con la terra. Questa cenere non è primariamente richiamo alla morte, al nostro tornare alla terra, ma ci ricorda il legame che oggi abbiamo con la terra, quindi con la nostra umanità.

La cenere sparsa sul capo ci ricorda l’umanità di cui siamo fatti e ci chiede di vivere secondo questa umanità, vivere da veri uomini e donne, umanamente uomini e donne.

Il vangelo ci parlerà allora del digiuno e del cibo, della elemosina e quindi della carità e della preghiera indicando che in questi ambiti, cioè il rapporto con la vita (cibo), con gli altri (elemosina) e con Dio (preghiera) sono lo spazio in cui vivere umanamente e quindi come creature di Dio.

Le letture ascoltate ci indicano il cuore della quaresima, il senso, il significato, la ragione per cui vivere questo itinerario: si tratta di scoprire che Dio ama e lasciarsi da lui amare. E’ questa la conversione che ci è chiesta: non solo la correzione del nostro errore, del peccato, ma lasciarsi amare. Questa è la conversione.

Nella prima lettura il profeta Gioele dà voce a questo annuncio: Dio ama. L’invito al popolo a lacerare il cuore e non le vesti significa che al cuore deve arrivare l’amore di Dio, non solo in superficie. E appunto di Dio e del suo amore il profeta parla: “Egli è misericordioso e pietoso, lento all’ira, di grande amore, pronto a ravvedersi riguardo al male”.

E tutti devono udire, scoprire questo amore: “Radunate il popolo, indite un’assemblea, chiamate i vecchi, riunite i fanciulli, i bambini lattanti”.

L’assemblea è radunata per scoprire che Dio si muove a compassione del suo popolo.

E’ questo l’annuncio ed è straordinariamente nuovo: Dio ama, ama fino al perdono, ama proprio questa gente, questo popolo. E’ questo l’annuncio straordinario oggi: Dio ama, ama anche noi, ama addirittura te…

Il vangelo richiama le colonne della pietà ebraica e quindi anche della tradizione cristiana e per noi i percorsi su cui intraprendere il cammino della quaresima: l’elemosina, la preghiera, il digiuno.

Per ciascuna di queste pratiche l’evangelista, richiamando l’esigenza del segreto, annota: “il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”. Ancora una volta viene detto che Dio desidera ricompensare, un modo per dirci non un merito che noi abbiamo conquistato (nel segreto appunto va fatto tutto questo), ma per annunciare sempre la gratuità di questo Dio che ama, vuole amare proprio te.

Elemosina, preghiera e digiuno diventano allora per noi le pratiche umane in cui imparare, scoprire che Dio ama e quindi lasciarsi amare.

L’elemosina: ci spinge a guardare agli altri, riconoscendoli come fratelli. Nella relazione fraterna con gli altri che si fa accoglienza anche del povero ci è dato di scoprire che Dio ama.

La preghiera: è il dialogo con Dio, è un dialogo che sostiene il nostro incontro e affidamento a Lui e ci fa scoprire e incontrare il suo cuore. E così scopriamo come Lui ama.

Il digiuno: ci consente di regolare, disciplinare il rapporto con il cibo e quindi di scoprire la gratuità dei doni della vita e del Signore. Il digiuno, la disciplina del cibo ci insegna a vedere i doni che ci sono e ad apprezzarne la gratuità, insieme alla scoperta che Dio ci dà quanto occorre per vivere. E di nuovo si scopre che Dio ama.

E’ questa la strada della conversione: la relazione fraterna, la preghiera, la disciplina della vita e delle passioni, come per il cibo, sono le strade sulle quali si può di nuovo imparare a lasciarsi amare da Dio.

E nella Pasqua scopriremo che il suo amore fa vivere, vince la morte e parla anche a noi di Risurrezione.

Così ci ricorda il papa nel messaggio per la quaresima di quest’anno, dal titolo “Per il dilagare dell’iniquità, si raffredderà l’amore di molti” (Mt 24,12): “Se a volte la carità sembra spegnersi in tanti cuori, essa non lo è nel cuore di Dio! Egli ci dona sempre nuove occasioni affinché possiamo ricominciare ad amare”.

Sia questa la nostra conversione".

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