Giornale

LIBRI - Il romanzo che non ti aspetti, in questi tempi di banalità e indifferenza, o peggio ancora di rifiuto verso ciò che riguarda la fede e la pietà cristiana. Certo, «Maria accanto» di Matteo B. Bianchi non è un libro devoto, non parla di conversione né di vite di santi. La protagonista, Elisabetta, per gli amici Betty, è una venticinquenne milanese per niente religiosa, che da tempo ha smesso di pregare e di accompagnare la mamma a Messa.

Si ritiene una privilegiata per il fatto di avere, a differenza di tanti suoi coetanei, un posto di lavoro a tempo indeterminato come segretaria in uno studio dentistico, ma per il resto la sua vita scorre come da copione: nel tempo libero frequenta gli amici, il fidanzato, ama fare shopping e andare al pub o in discoteca.
Proprio a lei, però, dopo alcuni segni premonitori a cui non aveva dato peso, comincia ad apparire la Madonna. Inizialmente una figura luminosa in abito bianco e manto azzurro, come la ritraggono abitualmente le immagini sacre. Il motivo delle apparizioni è spiazzante: Maria è in cerca di un’amica con cui condividere l’esistenza delle ragazze di oggi: chiacchierare, passeggiare e andare per negozi. Per questo ha scelto una ragazza normale, per certi versi banale, come Betty, alla quale non chiede niente di più. Non le chiede di cambiar vita, eppure la vita della giovane inevitabilmente cambia. Betty si trova, man mano che scorrono le pagine, tra situazioni divertenti e paradossali, momenti più seri di riflessione (anche teologica) e qualche passaggio drammatico, a vivere la vita di tutti i giorni in compagnia della Madonna. Una presenza che solo lei vede, all’inizio ingombrante ma poi sempre più amata e necessaria.
Ci si aspetta che da un momento all’altro il racconto cada nello sberleffo anti-cattolico o nel tentativo di dare una lettura razionalista di quanto accade. Niente di tutto questo. L’autore riesce a mantenere fino alla fine il senso del mistero e un atteggiamento di rispetto verso la sacralità e la trascendenza della figura di Maria, anche quando questa viene presentata in blue jeans e scarpette da ginnastica ed è calata negli ambienti più profani.
La storia è anzitutto storia di un’amicizia. Betty, dopo lo smarrimento iniziale, si affeziona a Maria, litiga con lei, si riconcilia, la attende e se rischia di perdere gli amici e di passare per matta agli occhi di chi, ad esempio, la vede parlare da sola per strada o ai giardini, finisce per non curarsene più.
Come dicevamo, la protagonista non diventa una cattolica convinta, non riforma i suoi costumi, rimane apparentemente immersa in quel relativismo che condivide con i suoi contemporanei, ma il suo sguardo sul mondo poco a poco cambia e finisce per assomigliare sempre più allo sguardo materno di Maria.

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