MONTOPOLI - Spesso non facciamo caso al nostro territorio di appartenenza, alla storia che in tali luoghi ci ha preceduto, alle tradizioni e alle opere d’arte che ci raccontano, anche attraverso gli edifici, la nostra cultura e le nostre caratteristiche.
A Montopoli in Val d’Arno, ad esempio, alla fine della centralissima Via del Falcone, ci troviamo di fronte alla Chiesa del Conservatorio di Santa Marta, ex monastero benedettino ed educandato femminile fondato nel 1589 da un facoltoso mercante della città, Simone di Sebastiano Ganucci, che donò al paese nativo un luogo di cultura, educazione morale e religiosa in favore soprattutto delle fanciulle povere.


Nel 1618 Paolo V concesse alle monache agostiniane di abitare nell’edificio del Ganucci che risultava allora "dotato di tutti i suoi beni immobili". Nel 1785, all’epoca delle riforme attuate da Pietro Leopoldo di Lorena, l’antico monastero, come altri della Toscana, fu laicizzato e trasformato in Conservatorio di oblate con lo scopo di educare ed assistere le ragazze. Dopo la parentesi napoleonica, il Conservatorio di Santa Marta fu rifondato da Ferdinando III di Lorena, posto sotto l’amministrazione di un operaio laico e dotato di una sovvenzione statale.
Con l’unità d’Italia l’istituzione fu statalizzata e posta sotto il controllo del Ministero della Pubblica Istruzione. Durante la Prima Guerra Mondiale l’istituto cessò le sue attività per riprenderle nel 1923, in concomitanza con la riforma scolastica dettata da Giovanni Gentile. In quella data furono aperte la nuova Scuola Complementare e l’Istituto Magistrale e, pur mantenendo in vita l’antico educandato femminile, fu aperto l’esternato misto che, col passare del tempo, fu trasformato in sezioni staccate di scuola statale: nel 1953 la Scuola media e nel 1954 l’Istituto magistrale.
Tale attività formativa è arrivata quasi fino ai giorni nostri. Nella chiesa e nel museo del Conservatorio di Santa Marta - aperto nel 2011 in collaborazione con la Diocesi di San Miniato - sono conservate importanti opere d’arte: vi si possono ammirare, infatti, tele, tavole, codici miniati, parati e argenti realizzati da artisti tra i quali spiccano i nomi di Lodovico Cardi detto Il Cigoli, Lorenzo Monaco, Santi di Tito, don Simone Camaldolese.
Dal 2006 è stata istituita la Fondazione Conservatorio Santa Marta per far sì che tale complesso mantenga e sviluppi la propria funzione culturale.
Il nuovo Consiglio di Amministrazione per è composto da don Antony Mathew Puthenpurakal, sig.ra Mariacarla Petralli, dr. Roberto Ferraro, ing. Piero Ulivieri, sig. Samuele Fiorentini e la dott.ssa Elisa Barani, eletta Presidente.
Nell’ambito di una congiuntura economica sfavorevole come quella odierna, il nostro lavoro sarà configurato nell’ottica di proseguire, valorizzare e rilanciare questo gioiello del nostro patrimonio, con lo stesso spirito che ne ha ispirato la sua nascita.
Ringrazio fin da ora i membri del Consiglio di Amministrazione che, insieme a me, hanno accettato questo incarico nella speranza di raggiungere dei risultati positivi sia per la Fondazione Santa Marta che per tutta la comunità di Montopoli.

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