creato sì

CASTELMARTINI - Una delle parrocchie più periferiche della diocesi ha accolto - domenica 17 settembre - quanti sono convenuti per la dodicesima giornata per la custodia del creato. Lasciato il piccolo borgo abitato, poco dopo la chiesa parrocchiale, si è aperto ai partecipanti lo scenario del Padule di Fucecchio.

La siccità estiva e l’apertura della caccia non hanno permesso di avvistare molte delle specie volatili presenti, ma la natura ha riempito gli sguardi di tutti, troppo spesso chiusi sui ristretti spazi urbani. Dopo questa catechesi sulla terra, resa possibile anche dalla guida della riserva naturale, la Santa Messa in parrocchia, resa ancora più significativa dalla celebrazione di un battesimo, che a molti ha richiamato quella rigenerazione che nella fede avviene nel cuore dell’uomo e del creato. Piccola comunità quella di Castelmartini, ma attraversata anche da nuove istanze giovanili di attenzione al creato e agli ultimi: i giovani dell’Associazione "Intrecci", che da due anni offrono ai ragazzi diversamente abili un’occasione di socializzazione tramite il recupero di antichi lavori palustri come l’intrecciare le erbe per creare cesti e oggetti domestici, hanno reso una bella testimonianza del loro generoso impegno. Di tutto rispetto il pranzo preparato con cura e abbondanza dai volontari della parrocchia, che ha fatto da preludio alla tavola rotondo del pomeriggio, dove si è riflettuto sul messaggio dei vescovi italiani per l’annuale giornata per la custodia del creato. Mons. Vescovo, anch’egli pellegrino sulle strade della diocesi, ha introdotto i lavori, richiamando ai contenuti dell’enciclica Laudato sì e all’importanza che si favoriscano diffuse occasioni di approfondimento sul tema, coinvolgendo maggiormente le diverse realtà del territorio, vista la dimensione globale che la questione ecologica impone ormai da tempo. A più voci è stata poi animata la tavola rotonda e ricco di approfondimenti e testimonianze il confronto successivo. Un primo spunto è stato offerto dall’ufficio di pastorale familiare con particolare riguardo allo stile del turismo sostenibile, che può trovare forme nuove per gustare appieno le culture dei luoghi, intessere relazioni significative osteggiando la tendenza del «mordi e fuggi» tipica dei ritmi frenetici odierni. Un ulteriore approfondimento è stato proposto dall’ufficio di pastorale sociale, con particolare riferimento ai dati sul consumo del suolo dovuto a indebita cementificazione e asfaltatura delle aree naturali, fenomeno che in Italia ha raggiunto una percentuale molto elevata rispetto alla media europea. Una terza pista di riflessione ha riguardato lo sforzo ecumenico delle chiese cristiane di camminare insieme su alcune strade per raggiungere una maggiore unità; una di queste strade è stata negli ultimi decenni quella della custodia del creato. Forse non riusciremo - ci veniva detto - a ricostruire il "giardino originario", ma possiamo con responsabilità custodire e curare la terra che abitiamo e le sue città, affinché diventino "segno" di quel giardino originario pensato e voluto dall’amore di Dio. Condivisa, durante il momento di confronto con i presenti, è stata l’urgenza che la chiesa, nel suo impegno pastorale e di evangelizzazione «guardi verso la terra», avendo particolarmente a cuore un’educazione a nuovi stili di vita che coinvolgano anche le giovani generazioni fin dall’inizio del cammino di iniziazione cristiana. La custodia del creato costituisce certamente una nuova frontiera dell’evangelizzazione e a tutti è consegnata questa responsabilità.

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