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SAN MINIATO - E’ stata presentata sabato 18 novembre a San Miniato l’opera che Luisa Nacci ha realizzato per ricordare le vittime della strage nel Duomo. Luisa, 19 anni, è residente a Balconevisi e studia all’Accademia delle Belle Arti di Firenze. La sua opera sembra fatta di vetro e mattoni e ha la forma di una colonna al cui interno brilla una piramide trasparente. 

Sull’istallazione campeggiano le crude testimonianze dei sopravvissuti alla strage e le fotografie scattate in Duomo il giorno dopo i tragici fatti. Abbiamo incontrato Luisa sotto i loggiati di San Domenico, dove è stata collocata la sua opera.

Com’è nata l’idea di realizzare un lavoro su un argomento così drammatico?
All’ultimo anno di liceo il professore di Progettazioni, per l’esercitazione alla Maturità, ci aveva dato il tema del Monumento commemorativo. Essendo un tema molto vasto, ho pensato alla mia famiglia, alle mie origini, e quindi al mio paese. E’ stato automatico pensare all’eccidio del Duomo.

Dietro a questa opera ci sono anche i racconti di un tuo familiare...
Sì, dello zio di mamma, che ha vissuto la guerra e che quel giorno era proprio nel Duomo. Fin da piccola mi raccontava quello che era successo.

Si dice che oggi i ragazzi abbiano poca coscienza della storia. Ti senti un’eccezione?
Non lo so. Certo, per realizzare questo progetto mi sono dovuta documentare tanto. Grazie a Beppe Chelli ho raccolto le testimonianze, attraverso le sue interviste a persone che erano nel Duomo. Le ho riascoltate varie volte e mi sono messa a trascriverle, decidendo di lasciare le frasi non grammaticalmente corrette così come venivano pronunciate, per renderle vive.

Per questa istallazione hai utilizzato diversi materiali…
Originariamente doveva essere fatta di mattoni e vetro e doveva essere di grandi dimensioni. Si richiedeva però un oggetto più leggero e di dimensioni adeguate a questo spazio. I materiali sono stati semplificati anche per il costo. La parte che assomiglia al mattone è di polistirolo con compensato; la parte che doveva essere in vetro è di plexiglas. Questi materiali hanno un significato molto forte: il mattone dovrebbe ricordare la forza delle mura della chiesa, mentre il vetro è un materiale molto più fragile e proprio lo schianto del vetro rimanda allo schianto di quella bomba caduta nel Duomo.

E poi all’interno c’è questa piramide...
La forma del triangolo rimanda alla Trinità e non a caso la struttura è scoperta proprio perché la luce deve salire verso l’alto.

Hai qualche idea per la collocazione futura di questa opera?
Nel 2018 apriranno il Museo della Memoria. Non so come è progettato questo museo, però spero che venga collocata lì.

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