circo

LETTERE ALLA REDAZIONE - Ancora circo con animali. A Empoli dal 22/12/2017 al 07/01/2018. "Spettacolo" triste.
Esseri viventi costretti in gabbie. Mai liberi. Schiavi.
Sottoposti a torture moralmente inaccettabili per essere addestrati. Costretti a viaggi infiniti.
Non per bisogno umano, ma per lucro e divertimento.


Lo Stato Italiano sovvenziona i circhi con animali con milioni di euro attraverso il Fondo Unico per lo Spettacolo e il Comune di Empoli non vieta in maniera chiara e determinata l’attendamento dei circhi con animali.
Per converso in molti paesi europei sono vietati gli spettacoli circensi con animali: Regno Unito, Svezia, Austria, Danimarca, Olanda e altri ancora.
Una vastissima bibliografia psicologica collega l’esposizione dei bambini agli spettacoli dei circhi con animali con fattori evolutivamente rischiosi: considerare normale il dominio del più forte sul più debole, il blocco dell’empatia, l’apprendere come divertimento la sofferenza dell’animale…
Lasciamo spazio allora ai circhi senza animali dove l’etica si coniuga con l’arte e il divertimento.

Andrea Seligardi e Paola Ceccatelli

Risponde don Francesco RIcciarelli:

La lettera dei sig. Andrea Seligardi e Paola Ceccatelli richiama l’attenzione su un aspetto spesso trascurato ma indubbiamente rilevante: quello dell’impatto che spettacoli comunemente considerati innocui possono avere sui bambini. In vari Paesi europei ed extra-europei gli spettacoli del circo con animali sono da tempo vietati e anche in Italia si prospetta il «graduale superamento» della presenza degli animali nei circhi (ddl 2287-bis). Tutto questo indica quanto meno che si è colta l’esistenza di un problema. Prima di poter muovere accuse di maltrattamento degli animali sono necessari precisi accertamenti, che in alcuni casi sono stati fatti e hanno portato alla condanna dei responsabili. Pur non potendo generalizzare, è auspicabile che si limitino sempre di più le occasioni in cui gli animali siano esposti a subire torture fisiche e psicologiche, specialmente quando si tratta di contesti di mero intrattenimento e di svago. Nella settimana in cui si ricorda S. Antonio Abate, patrono degli animali, il vostro intervento ci richiama e ci sensibilizza ancora una volta sulla tematica del rispetto nei confronti degli animali e della vigilanza affinché si eviti ogni tipo di maltrattamento su di essi.

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