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SAN ROMANO - Bellezza e fragilità della famiglia oggi – Linee pastorali alla luce del capitolo VIII diAmoris Laetitia”. Questo il titolo della conversazione che Mons. Pierantonio Pavanello, vescovo di Adria- Rovigo, ha tenuto mercoledì 21 febbraio a San Romano. L’incontro era organizzato dall’Ufficio per la Pastorale Familiare della diocesi di San Miniato, nell’ambito del ciclo di incontri programmati per l’anno pastorale 2017-2018. Ha fatto gli onori di casa il nostro Vescovo Andrea, ricordando l’amicizia che da tempo lega i due prelati e le collaborazioni in alcune riviste specializzate di teologia.

Monsignor Pavanello ha aperto la sua relazione dimostrando come, contrariamente a quanto molti hanno sostenuto, Amoris Laetitia presenti diversi elementi di continuità e approfondisca tematiche e spunti già cari al magistero ed alla tradizione della chiesa cattolica, relativamente ai divorziati che si accostano a nuove nozze. Infatti, già con il Concilio Vaticano II (1962-1965) era mutato radicalmente l’atteggiamento della Chiesa verso le famiglie “ferite” ed era iniziata una diversa sensibilità verso le persone divorziate che si accostavano a nuove convivenze e matrimoni civili. Il nuovo atteggiamento della Chiesa abbandonava la condanna morale (scomunica) che aveva, da sempre, colpito le convivenze tra persone divorziate. Ulteriori tappe sono state illustrate da Pavanello circa l’evoluzione della dottrina della Chiesa in materia: in particolare, il prelato si è soffermato sull’Esortazione apostolica di Giovanni Paolo II, Familiaris Consortio, risalente al 1981, che costituisce un presupposto dal taglio teorico rispetto ad Amoris Laetitia, che invece si caratterizza per una maggiore praticità e concretezza di riflessioni. Già con Familiaris Consortio la Chiesa mostra un’attenzione speciale per i divorziati risposati, per i quali invita a nutrire una cura pastorale particolare. L’invito a tutti gli operatori pastorali è quello di coinvolgere e far partecipi della vita della Chiesa queste persone, in modo che ad essi possa arrivare la grazia e l’amore di Dio, tramite altre strade, alternative ai Sacramenti: la partecipazione alla Messa, alle iniziative comunitarie ed alle opere di carità, l’ascolto della Parola, l’educazione dei figli, tutti percorsi che rappresentano modi di coinvolgimento comunitario nella Chiesa. Partendo da questi presupposti e sulla scorta dei due Sinodi dei Vescovi, uno del 2014 - dal tema “Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione” - e l’altro del 2015 - dal tema “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”- Amoris Laetitia, nel capitolo ottavo si concentra su tre verbi: accompagnare, discernere, integrare i divorziati risposati. L’attenzione particolare per le famiglie “ferite” nasce dalla considerazione che i divorziati portano con sé profonde ferite personali ed un bagaglio di sofferenza oltre che, spesso, il biasimo della comunità cristiana in cui vivono. Tuttavia, anche in una situazione in cui sono negati i sacramenti della Confessione e della Eucarestia, queste persone sono invitate dalla Chiesa ad essere cristiani nel Battesimo per compiere nella Chiesa stessa un cammino di salvezza, come membra vive di una comunità. Monsignor Pavanello ribadisce come da Amoris Laetitia emerga che, pur nelle limitazioni dell’accesso ai Sacramenti, anche le famiglie “ferite” sono membra della Chiesa a pieno titolo.

Non viene negato così il “peccato grave” della rottura del sacramento del Matrimonio, né una incompatibilità oggettiva dello stato dei divorziati risposati rispetto ai sacramenti; l’atteggiamento nuovo sta nel saper distinguere la dimensione soggettiva del divorziato, che porta con sé sofferenza, frustrazione e desiderio di ritornare pienamente alla vita comunitaria e nel dovere che ha la Chiesa di proporgli un cammino di fede, conversione e salvezza. Tra l’altro viene fatto notare come tali cammini costituivano già una prassi nella Chiesa a partire dagli anni Ottanta del XX secolo e, anche in questo aspetto, Amoris Laetitia mostra continuità con la tradizione e le indicazioni della Chiesa postconciliare. Papa Francesco si concentra sul tema del discernimento, del cammino di coscienza del divorziato, secondo le indicazioni dei due Sinodi: il discernimento spirituale personale deve far seguito ad un cammino lungo ed esigente, alla sequela di una guida spirituale – sacerdote o coppia di laici - sensibile ed esperta, che sappia affrontare temi tanto delicati e ricchi di sofferenza. Fondamentale diventa, allora, la dimensione interpersonale, la capacità di accogliere e condividere la sofferenza di chi ha vissuto un trauma così grande nel proprio matrimonio, per un cammino di maturazione personale che porti alla scoperta matura ed autentica del proprio posto nella Chiesa e, magari, anche ad accostarsi di nuovo ai sacramenti, previo giudizio attento e consapevole del Vescovo locale.

A conclusione dell’intervento è stato evidenziato come la fragilità e la sofferenza, spesso, colpiscano anche le coppie che perseverano nel matrimonio, con momenti di crisi e difficoltà: è necessario che la pastorale familiare porti le famiglie alla riscoperta del significato autentico del matrimonio cristiano, nella forza e bellezza del sacramento, accompagnato e sostenuto dall’aiuto di Dio e dall’amore reciproco. È stato sottolineato, altresì, che fondamentale diventa l’atteggiamento accogliente delle comunità cristiane nei confronti dei divorziati: troppo spesso vengono isolati ed abbandonati a se stessi, proprio nel momento in cui avrebbero maggior bisogno di sostegno nel cammino di conversione e riavvicinamento alla Chiesa. Infine, è stato ribadito come Papa Francesco non abbia inserito in Amoris Laetitia “un prontuario” di casistiche per consentire il riavvicinamento ai sacramenti. Il Papa pone attenzione al cammino personale di discernimento davanti a Dio e nella propria coscienza, che solo può consentire, in modo serio, esigente e consapevole, di riaccostarsi alla Confessione e alla Eucarestia.

Il ciclo degli incontri della pastorale familiare proseguirà con la giornalista e scrittrice cattolica Costanza Miriano, sabato 28 aprile, che affronterà un altro tema caro alle famiglie, quello della genitorialità.

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