Tavolo-zonale

FUCECCHIO - Il Consultorio Familiare diocesano «Alberto Giani» ha partecipato venerdì 10 novembre agli «stati generali» dei referenti territoriali del terzo settore, che operano con adolescenti e giovani. Il meet si è tenuto nella sala consiliare del Comune di Fucecchio e ha visto coinvolti assessori, tecnici e operatori di cooperative e associazioni, provenienti dai 15 Comuni delle Conferenze Educative dell’Empolese Valdelsa e del Valdarno Inferiore. Già da un anno esiste per il nostro territorio un «Tavolo dell’educazione non formale», con il compito di coordinare e dare visibilità alle iniziative messe in atto per adolescenti e ragazzi che vivono in questi due macro-zone.


Ha dato l’avvio ai lavori, facendo gli onori di casa, Emma Donnini, vicesindaco di Fucecchio e presidente del Tavolo. Successivamente la dr.ssa Marcella Gozzi ha illustrato lo stato dell’arte. Le azioni in corso e le iniziative future riguardano, e riguarderanno, la mappatura dei servizi disponibili e delle attività realizzate in questo ambito da enti, scuole, cooperative e associazioni. Sul territorio vi sono tante buone pratiche che rischiano di rimanere sconosciute ed isolate, senza la possibilità di essere modellizzate, perché scarsamente visibili. Lampante è il caso delle scuole, che concretizzano quotidianamente una miriade di lodevoli iniziative e progetti che restano perfettamente sconosciute al di fuori delle mura scolastiche. L’intento del Tavolo è dunque quello di individuare a breve uno strumento che metta in rete tutte le iniziative, promuovendo a sistema quelle di valore. A questo proposito si è parlato in particolare di come potenziare ed estendere la metodologia delle «peer education», una modalità formativa ed educativa fatta da «pari a pari», dove i ragazzi diventano protagonisti, educando e formando loro stessi e i loro coetanei.
All’ordine del giorno c’era anche il tema del come stimolare a una maggiore autonomia e a una cittadinanza partecipativa e attiva sul territorio i giovani. Questo può e potrà avvenire soltanto mediante un loro coinvolgimento diretto, invitandoli a pensare, progettare e realizzare gomito a gomito con tecnici ed esperti, situazioni che li riguardano in prima persona.
Il Consultorio Familiare diocesano, in questo differenziato mosaico di realtà, si connota per la specificità e l’originalità di alcuni servizi che può offrire, assolutamente unici nel territorio. Le referenti dell’«Alberto Giani» hanno, in tal senso, presentato al Tavolo alcune delle prestazioni che il Consultorio eroga, a cominciare dallo «Spazio Scuola», grazie al quale viene assicurato un momento d’ascolto, d’informazione e di consulenza per studenti, genitori e insegnanti, con l’obiettivo di affrontare ogni genere di difficoltà, capire le problematiche dell’età evolutiva, comprendere i bisogni e prevenire il disagio. Uno spazio che offre al contempo agli studenti orientamento scolastico, tutoring e coaching sullo studio, percorsi motivazionali, consulenza nelle problematiche della sfera affettiva e sessuale, e nei comportamenti a rischio. Anche i genitori in questo spazio trovano aiuto riguardo alle difficoltà educative, alla conoscenza delle tappe evolutive dei figli e sono guidati nella gestione dei conflitti con essi attraverso percorsi di genitorialità consapevole. Parlando di scuola, non vengono certo dimenticati gli insegnanti, che hanno la possibilità di richiedere al Consultorio consulenze sui disagi professionali, sugli aspetti relazionali con il mondo degli adolescenti e sulla relazione con le famiglie che sono in condizioni di difficoltà, il tutto sempre gratuitamente.

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