Gli ultimi dati sulla diffusione dell'uso della cannabis nei soggetti tra i 15 e 19 anni di età dicono che ne ha fatto uso almeno 1 giovane su 4. Il consumo delle cosiddette droghe leggere, come ha rilevato il Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha proprio nelle fasce giovanili la sua maggiore diffusione. Dati che non possono lasciare indifferenti perché indicatori di un problema che va a colpire il futuro stesso della nostra società.

A fronte di questo, la proposta di legge in esame in parlamento sulla legalizzazione della cannabis lascia molto perplessi, perché curiosamente pone l'accento sulle modalità di coltivazione e detenzione della marijuana ovviamente tra i maggiorenni, ma lascia scoperto l'ambito nevralgico, che è quello giovanile, dove la criminalità organizzata continuerebbe ad avere un ampio campo d'azione.

Leggi tutto...

shutterstock 133378736

DALLA DIOCESI - Un matrimonio al giorno - o quasi - è il numero delle unioni sacramentali celebrate nella diocesi di San Miniato nell’anno 2015. Un dato quasi rassicurante, soprattutto se messo in relazione all’ultimo studio del Censis, pubblicato solo pochi giorni fa, intitolato «Non mi sposo più, la crisi strutturale dell’istituzione matrimoniale e la fine del matrimonio religioso». Il lavoro, che prende in esame il numero dei matrimoni civili e religiosi a partire dal 1974, evidenzia un drastico calo con un particolare dato negativo riguardo ai matrimoni in chiesa, che evidenzia una diminuzione dal 5,4 per mille di inizio anni ’80 al 3,1 per mille del 2014. In termini percentuali tra il 1974 e il 2014 la riduzione del numero dei matrimoni è stata pari al 52,9%. Solo nell’ultimo decennio, 2004-2014, il calo è del 23,8%.
Lo studio Censis fa un’analisi strutturale del fenomeno andando a riconoscere molte concause della crisi dell’istituto matrimoniale. In particolare il Censis afferma che il matrimonio non è più lo spartiacque per la vita del giovane italiano: gli eventi che sostanzialmente «fanno crescere» sono la nascita di un bambino (i nati fuori del matrimonio sono passati dal 3,4% del 1951 al 27,6% del 2014) e l’uscita per andare a convivere in unione libera (attualmente gli usciti dalla famiglia a motivo del matrimonio sono soltanto il 32,7%). Inoltre viene evidenziato un altro spaccato interessante, ovvero che le coppie di sposi sono essenzialmente omogenee dal punto di vista culturale, economico e di censo, compromettendo così ulteriormente le possibilità di mobilità sociale. Tendenzialmente, tra le coppie di sposi, il 70% ha scelto un partner con lo stesso titolo di studio, un lavoro simile, una condizione economica analoga.

Leggi tutto...

belgio3

DALLA DIOCESI - L' Italia non è un paese per giovani, si sa. I dati istat ci dicono che la popolazione con più di 65 anni fra il 2015 e il 2065 crescerà dal 21,7% al 32,6%. La popolazione di 85 anni e più, ancora, che nel 2015 rappresentava il 3,2% della popolazione, nel 2065 si dovrebbe attestare al 10%. La popolazione in età attiva (fra i 15 e i 64 anni), si contrarrà dal 64,6% del 2015 al 54,7% del 2065.
Una popolazione che invecchia e che porta con sé gli acciacchi e le problematiche tipiche della terza età, cambia anche i propri bisogni e le domande che si rivolgono al mercato della tecnologia e dell’assistenza.
Di questo abbiamo parlato con Delio Fiordispina, presidente della casa di riposo «Del Campana Guazzesi» di San Miniato, che da pochi giorni è tornato da un viaggio studio in Belgio dove ha visitato l’innovativa «Casa di Riposo hi-tech».

Leggi tutto...

bambina-sindrome-down

DALLA DIOCESI - Nelle storie di questi bambini speciali, come del resto in tutte le storie di bambini, la favola comincia con la scoperta di un piccolo cuore che batte. Tutte le vite si manifestano così, su un piccolo schermo in una stanza al buio, con un puntino bianco che pulsa. L’emozione, la gioia, le aspettative. I quel frangente non si pensa, non si può, a tutte le variabili che potrebbero rendere odioso quel ricordo. Le sindromi, le malformazioni, le centinaia e centinaia di casualità che potrebbero rovinare la vita di quella creatura e di chi la sta guardando per la prima volta. Di solito passano 9 mesi e la storia di quei bambini speciali, se arrivati a traguardo, vira decisamente.
In che modo? «Spesso la comunicazione della diagnosi, in particolare per la sindrome di Down, viene fatta nei corridoi, fuori dal reparto, addirittura una paziente mi ha raccontato di essere stata bloccata nel parcheggio dell’ospedale». Elide Ceragioli, neuropsichiatra dell’ex Asl 11 che da oltre vent’anni segue i ragazzi affetti da trisomia 21 che nascono nel nostro territorio, spiega come nasce, e a volte come non nasce, una famiglia Down.
«Purtroppo in molte coppie manca un serio percorso alla genitorialità. Al di là delle carenze di comunicazione riguardo al problema, c’è una mancanza anche delle coppie che spesso arrivano impreparate alle possibilità che inevitabilmente ogni gravidanza porta con sé». «Solo alcuni giorni dopo la diagnosi e con l’incontro con uno staff di medici specializzati – afferma ancora la neuropsichiatra – comincia a manifestarsi l’idea che inizia un nuovo viaggio, sicuramente diverso da quello che ci aspettava».
Un viaggio che però risulta essere difficoltoso anche per la mancanza di fondi: «In questo momento l’azienda non ha un budget dedicato a progetti speciali per bambini Down. Quello che siamo riusciti a fare lo dobbiamo all’associazione dei genitori di bambini con handicap "Noi da grandi", che da oltre 10 anni si occupa di promuovere percorsi d’assistenza a bambini e famiglie, ovvero garantire uno spazio di cura e supporto che va oltre quelli garantiti istituzionalmente - afferma ancora la Ceragioli - che prevede l’impiego di eccellenze nel campo della cura psicofisica dei ragazzi Down e affetti da altre patologie».
Le famiglie sono schiacciate dalla diagnosi. Dopo non c’è futuro. Le madri sono soffocate dal senso di colpa, i padri oppressi dal peso insopportabile di una notizia da custodire e gelosamente fino al momento giusto. «I genitori mi raccontano delle spiegazioni riguardo il futuro del bambino: un elenco delle problematiche e alle patologie a cui andrà incontro il ragazzo o ragazza Down. Purtroppo non viene dato spazio alla speranza e alla reale possibilità di futuro che possono avere i Down, informando semplicemente i genitori che in pratica molte malattie legate alla sindrome possono essere curate piuttosto facilmente e i progressi che possono fare questi bambini, se seguiti fin da subito e supportati nel loro percorso, sono incredibili».

vaccino-influenzale

SAN MINIATO - Gli aspetti etici delle vaccinazioni”: è stato questo il titolo dell’importante convegno organizzato sabato 16 aprile dall’associazione medici cattolici e promosso dal suo presidente dott. Sergio de Cesaris. Il convegno ha riguardato sia i rilevanti e delicati aspetti connessi alle vaccinazioni in generale, sia quelli legati alla vaccinazione da meningococco, cioè la meningite.
Le relazioni sono state varie e particolareggiate come quella del prof. Marco Milco d’Elios su come funzionano i vaccini, quella del prof. Stefano Giannoni sull’etica delle vaccinazioni, quella del dott. Gabriele Mazzoni sul caso della meningite, quella del dott. Paolo Filidei e l’intervento della prof.ssa Luisa Galli e quello della dott.ssa Alessandra Turchetti. Tutte “professionalità”, come le ha definite il vescovo S.E. mons. Andrea Migliavacca nel suo saluto, che devono però guardare anche all’aspetto etico.
Con le vaccinazioni, noi, riusciamo a costruire un’arma di difesa volta ad aumentare il numero di “soldati”, gli anticorpi, in modo da non soccombere quando incontriamo un patogeno che potrebbe essere particolarmente pericoloso. Si tratta, in pratica di far conoscere al nostro organismo immunitario l’infezione in una sua componente che non provoca danno e nel contempo dà una protezione.
Il ruolo delle vaccinazioni è molto importante ed anche se nell’ultimo periodo è stato messo in discussione, occorre fare chiarezza: da un lato c’è la certezza della sicurezza del vaccino; dall’altro ci sono i rischi legati alla malattia naturale, i quali non sono più percepiti perché la patologia non è diffusa come lo era in passato. E le patologie in questione sono, però, conosciutissime: varicella, rosolia,pertosse, poliomielite, difterite e morbillo.

Leggi tutto...

Pagina 6 di 10

Seguici su Twitter