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DALLA DIOCESI - Una bella iniziativa quella del Dramma Popolare di San Miniato, che portà in cattedrale la Sacra Rappresentazione «Testimoni della passione a Gerusalemme».
Lo spettacolo, scritto da Silvano Salvadori e diretto da Pietro Cataldo, racconta la passione di Cristo vista con gli occhi dei testimoni delle ultime ore di vita di Gesù sulla terra.
La serata si aprirà con un’introduzilne allo spettacolo di mons. Migliavacca.
Allo spettacolo paerteciperanno aqnche alcuni alunni del Itc Cattaneo, con la compagnia teatrale Intesa Teatro, e l’accompagnamento musicale di Marco Venturini e Sabrina Colio ai flauti e Giovanni Vitangelo all’organo.
Vi sarà anche la partecipazione straordinaria di Marco Severi, direttore d’orchestra già primo violoncello del maggio musicale fiorentino.
L’appuntamento è per domenica 2 aprile alle ore 21 in cattedrale a San Miniato

Basta un poco di zucchero e la pillola va giù, recita la celebre canzoncina del cartone animato Mary Poppins della Dysney. È così, e lo certificano i dati del ministero della salute, che in pochi anni le vendite della «pillola del giorno dopo» sono aumentate di 15 volte, dal 2014 al 2016, arrivando ad oltre 200.000 in pochi mesi, una ogni due minuti.
Con l’ennesima soluzione «a scomparsa» si risolvono i problemi di educazione sessuale dei ragazzi e soprattutto di sostegno alla procreazione.
Altro che fertility day.

08o rid

SAN MINIATO - Ci è capitato molto spesso di essere apostrofati in malo modo. Ma zombie, ovvero i morti che camminano, non ce l’aveva detto ancora nessuno.
Questo paese di «morti che camminano» viene fortunatamente salvato nel 2017 dalle illuminate iniziative legate al tartufo, eventi culturali di prim’ordine, festone di mezz’estate che riempono le strade di giovani, altrimenti infestate dalle mefistofeliche creature.
Questo scivolone ci permette finalmente di ragionare di questo paese di zombie, che nell’idea di un amministratore del comune di San Miniato, sarebbe la città della rocca, estendendolo però a tutto il comprensorio, così ci capiamo meglio.
San Miniato, che vuole essere la capitale del nostro comprensorio, ospita una comunità cristiana da quasi 400 anni. Una comunità antichissima, che affonda le sue radici in questo territorio che in maniera profonda e che (non lo diciamo noi ma la storia) ha plasmato e contribuito a forgiare.
Al di là delle diverse letture politiche che hanno attraversato queste latituidini nel tempo, spesso lacerando il tessuto sociale del comprensorio, va detto che abbiamo una solida tradizione alle spalle e un grande futuro.
Il problema è semmai contrapporre il “grigio” mondo dei centri storici ovviamente in difficoltà per tante ragioni, alla luce delle iniziative ludico - mangerecce.

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Tra inaugurazioni, mostre e celebrazioni delle peculiarità del territorio, il comprensorio del Cuoio mette in mostra i suoi punti di forza.
L’altra faccia della medaglia è rappresentata dalle notizie (pessime) che arrivano dal mondo del lavoro: precarietà al massimo, gravi problemi per l’industria locale, futuro incerto per le nuove generazioni.
Anche se questi temi non fanno notizia, sarà bene cominciare ad andare oltre la copertina raffinata del «nostro libro», per scrivere le pagine che ancora rimangono bianche.

spaccatura

DAL TERRITORIO - Con lo strappo della minoranza «dem» si è di fatto conclusa l’esperienza del PD, o per lo meno di una parte importante della storia politica e partitica di questo Paese. Per citare l’editoriale di Antonio Polito sul Corriere della Sera, possiamo addirittura affermare che questa è «la fine di un’utopia». Quell’utopia che nacque nel lontano ’96 con l’idea dell’«Ulivo» e che portava avanti il progetto di una fusione della cultura laica e cattolica sulle basi di un socialismo democratico e moderno e della cultura del cattolicesimo progressista. Questa esperienza che aveva l’intento di «unire» oggi presenta il conto di tutte le sue contraddizioni. A livello locale queste contraddizioni, con molta probabilità, emergeranno con tutta la loro forza, infatti la storia del partito democratico, e quindi le vicende degli ex Ds e degli ex margheritini, ci parla in pratica del governo della Regione. Tutti i territori (o quasi) della Toscana sono ormai da un ventennio governati da quel binomio e da quelle persone che hanno aderito a quel progetto politico. Quello che sta già succedendo in queste ore è una fuoriuscita di tanti «big» del partito, anche del Comprensiorio del cuoio e della Valdera, che stanno assottigliando le fila di militanti del PD in favore della nuova formazione politica Democratici e Progressisti, che almeno in Toscana ha indiscutibilmente come leader il governatore Enrico Rossi.

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